Il Green deal ha promosso un cambiamento di vasta portata, necessario per affrontare due sfide epocali: quella climatica che impone una decarbonizzazione più rapida possibile e quella della scarsità di risorse naturali che richiede una maggiore circolarità dell’economia e una più attiva salvaguardia del capitale naturale. Il riscaldamento globale sta provocando danni, anche economici, ingenti. I costi per la mitigazione e l’adattamento sono rilevanti, anche se di gran lunga inferiori di quelli che dovremo sostenere per i ritardi nelle misure. Con una popolazione mondiale di 8 miliardi, con uno sviluppo globalizzato, il consumo di materiali, cresciuto di otto volte negli ultimi 70 anni, ha raggiunto ben 106 miliardi di tonnellate. Materiali strategici per lo sviluppo sono diventati critici per scarsità e/o per difficoltà geopolitiche di approvvigionamento. Il degrado del capitale naturale non è più solo un problema ambientale, ma un pericolo per la sicurezza alimentare, per la qualità della vita e per lo sviluppo. Affrontando queste sfide – nel difficile contesto della pandemia da Covid e della guerra della Russia contro l’Ucraina – l’Unione Europea con il Green Deal ha tagliato le emissioni di gas serra del 31%, nel 2023 rispetto al 1990 e del 5% rispetto all’anno precedente, in linea con l’ambizioso taglio del 55% al 2030. Un risultato rilevante, visto che la Ue è fra le aree mondiali che stanno subendo il riscaldamento più rapido: dove precipitazioni estreme stanno aumentando di intensità e frequenza causando inondazioni catastrofiche, con lunghi periodi di caldo estremo. E visto che ha responsabilità globali non solo per il peso delle sue emissioni attuali e di quelle storiche accumulate in atmosfera, ma perché, se non facesse la sua parte, l’impegno globale per il clima, già difficile e in ritardo, sarebbe definitivamente compromesso. Per il miglioramento della circolarità dell’economia, nel contesto del Green Deal, sono stati varati diversi provvedimenti che ci mettono sulla buona strada per aumentare la produttività delle risorse, per raggiungere tassi elevati di riciclo dei rifiuti e per far crescere il tasso di utilizzo circolare dei materiali: fattori essenziali non solo per la sostenibilità climatica ed ecologica, ma per la resilienza e la competitività dell’economia europea. Queste sfide hanno generato anche nuove opportunità, come il boom delle rinnovabili, soprattutto del fotovoltaico e dell’eolico che dovrebbero addirittura triplicare a livello mondiale entro il 2030.