Calano gli infortuni, anche quelli con esito mortale – che comunque restano su valori alti, con oltre 3 deceduti al giorno -, mentre aumentano le denunce per malattie professionali. Nella relazione Inail del 2023 presentata ieri alla Camera dal presidente Fabrizio D’Ascenzo gli infortuni denunciati sono stati oltre 590mila (-16,1% rispetto ai circa 704mila del 2022), di cui 1.147 con esito mortale (-9,5% rispetto ai 1.268 del 2022). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono 375.578 (il 64% delle denunce), di cui il 18,1% avvenuti fuori dall’azienda, cioè “in occasione di lavoro con mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. Gli infortuni mortali accertati sul lavoro sono 550 (il 48% delle denunce), di cui oltre la metà (52,2%) “fuori dall’azienda”. Quanto alle denunce di malattie professionali sono state oltre 72mila, in aumento del 19,8% rispetto al 2022. Secondo l’Inail questo incremento era atteso dopo la flessione legata alla pandemia da Covid-19 che ha caratterizzato sia il 2020 (45mila denunce) sia in minor misura il 2021 (poco più di 55mila). A questo proposito va ricordato che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 49mila, dal momento che per un singolo lavoratore possono essere protocollate più denunce. Le patologie muscolo-scheletriche si confermano le più frequenti, nel 2023 sono più di 51mila (quasi il 71% del totale), seguite dalle malattie del sistema nervoso (oltre 8.500 denunce), e dell’orecchio (quasi 4.800 casi). Le entrate ammontano a 12 miliardi e 440 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto sul consuntivo del 2022, di cui 9 miliardi e 387 milioni per entrate contributive, in crescita del 7% rispetto al 2022. Le uscite di competenza si sono attestate a 9 miliardi e 371 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto del 2022, con prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici (rendite, indennità per inabilità temporanea, altri assegni e sussidi assistenziali) per 5 miliardi e 251 milioni di euro. La maggior parte riguarda i pagamenti delle prestazioni permanenti (rendite), pari a 4 miliardi e 608 milioni, stabili rispetto al 2022. Le riserve tecniche ammontano a circa 36 miliardi di euro. Dalle azioni di controllo gli ispettori Inail hanno definito 8.739 pratiche per accertamenti: le aziende irregolari sono risultate 8.191, il 93,73% delle aziende ispezionate, un risultato «ottenuto attraverso il sistema di business intelligence, che ha consentito di indirizzare efficacemente l’attività di vigilanza utilizzando informazioni presenti nelle banche dati interne ed esterne», sottolinea l’Inail. Sono stati regolarizzati 44.009 lavoratori, di cui 1.708 in nero, e richiesti premi per oltre 91,1 milioni di euro «La sicurezza sul lavoro non è un costo ma un diritto di ogni lavoratore. Garantire questo diritto è una priorità permanente che questo governo ha posto al centro della sua azione» ha scritto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio al presidente dell’Inail. Per D’Ascenzo «solo valorizzando un processo virtuoso basato sull’attivazione corale delle leve che riducono il rischio infortunistico da parte degli attori del welfare si sarà in grado di rilevare nel tempo trend decrescenti del fenomeno». Per ministro del Lavoro, Marina Calderone, «insieme alla prevenzione serve una formazione vera, no ai diplomifici, no a quegli attestati di superamento di corsi di formazione che non rappresentano un’effettiva competenza e soprattutto un’effettiva conoscenza»
