Saranno i Deputati a indagare sulla situazione del rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano e a vigilare sullo stato di attuazione delle norme e degli investimenti previsti per la prevenzione, la gestione delle emergenze e la ricostruzione, individuando anche eventuali responsabilità per i ritardi. Camera dei Deputati Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale, 31 ottobre 2024, n. 256, della Delibera della Camera dei Deputati del 22 ottobre 2024, diventa ufficiale la «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull’attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dall’anno 2019», con il compito di approfondire i fatti e i fenomeni connessi a alluvioni, inondazioni e terremoti e sullo stato della ricostruzione, comprese le implicazioni economiche, sociali e demografiche nonché sulla prevenzione dei danni sismici e idrogeologici. Dissesto responsabile La Commissione parlamentare, composta da 20 deputati, con i poteri e i limiti propri dell’Autorità giudiziaria, avrà, in primo luogo, il compito di individuare eventuali responsabilità nella mancata o carente prevenzione e messa in sicurezza del territorio, nonché della gestione dell’emergenza e ricostruzione legate ai sempre più frequenti e intensi fenomeni degli ultimi cinque anni, evidenziando quali siano gli ostacoli alla piena operatività degli organi amministrativi e tecnici preposti alla difesa del suolo, alla mitigazione e gestione del rischio idrogeologico e sismico e alla tutela e al risanamento del suolo e del sottosuolo. In secondo luogo, i deputati, anche verificando l’impatto delle modifiche normative intervenute adottate negli ultimi anni sul livello di efficienza ed efficacia nella gestione delle fasi di emergenza, dovranno accertare il ruolo svolto da parte delle Istituzioni e delle Pubbliche Amministrazioni, centrali e periferiche, competenti in materia di controllo e di capacità d’intervento e di prevenzione, con l’obiettivo di superare l’approccio emergenziale. Fondi e spese La Commissione dovrà, quindi, realizzare una ricognizione completa delle risorse effettivamente disponibili per la difesa del suolo, ma anche per le connesse infrastrutture idriche e determinare l’ammontare delle previsioni di spesa e degli stanziamenti effettivi, in sede nazionale e sovranazionale, per le fasi di emergenza e per le operazioni di ricostruzione, nonché l’utilizzo dei fondi stanziati e le eventuali variazioni di spesa in relazione ai tempi di intervento, con monitoraggio degli interventi finanziati, per valutare l’effettiva efficacia delle linee di finanziamento e delle scelte politiche di investimento nel medio e lungo periodo, verificando eventuali iniziative per garantire l’indennizzo dei danni direttamente cagionati da calamità naturali e catastrofi. A tale scopo, i Commissari dovranno valutare, attraverso il lavoro di indagine presso Amministrazioni e Enti coinvolti, le audizioni e anche avvalendosi di esperti, l’incidenza delle innovazioni normative in materia di contratti pubblici, affidamenti, appalti e conduzione dei lavori sui tempi e sull’efficacia della gestione delle fasi di emergenza e delle operazioni di ricostruzione. Impatto sociale Più in generale, con il compito di riferire alla Camera riguardo alle ricadute sull’intera popolazione, la Commissione avrà il compito di approfondire l’impatto che le calamità naturali hanno avuto sui parametri demografici, socio economici e occupazionali delle aree interessate, specie su isole, aree interne, zone montuose e dorsale appenninica e ai territori limitrofe, verificando l’adeguatezza della vigente disciplina, nazionale e sovranazionale, in materia di mitigazione e gestione del rischio idrogeologico e di regolamentazione antisismica, sicurezza del territorio, protezione civile, gestione dell’emergenza e ricostruzione dopo le calamità, valutando gli effetti indotti dal cambiamento climatico e dai rischi climatici correlati.